Rassegna stampa

E’ IL FARMACISTA IL GARANTE DELLA CURA, SOPRATTUTTO SE NATURALE

Cresce l’apprezzamento delle italiane verso le cure a base di prodotti naturali a cui ricorrono per il trattamento di sintomatologie stagionali, come stati influenzali, forme allergiche o per patologie di carattere più generale quali problemi delle vie urinarie, intestinali o ‘di genere’. Ma ancora manca la giusta attenzione verso la scelta adeguata e corretta del prodotto, affidata per lo più al ‘fai- da-te’ o al dottor ‘Internet’ sottovalutando alcuni rischi.  Quello di imbattersi ad esempio in informazioni che, a seconda dei siti, possono essere serie e ufficiali o puramente pubblicitarie, ma anche  di acquistare o andare alla ricerca di prodotti naturali sconosciuti in farmacia perché non testati o immessi in commercio da aziende non certificate o sfuggiti al controllo della filiera sanitaria o ancora irreperibili nella banca nazionale dei presidi farmaceutici cui i farmacisti fanno riferimento.

Rischiose eventualità che possono essere evitate, rivolgendosi invece per la propria cura al farmacista, garante di affidabilità, sicurezza e salute. «Soltanto un professionista preparato e attento con una particolare sensibilità alla salute e alla qualità dei prodotti - dichiara la dottoressa Anna Moschitta, farmacista appartenente al circuito di farmacie Apoteca Natura – può rappresentare un filtro importante per la validità e efficacia dei prodotti, specie di quelli naturali, e consigliare al meglio l’utente sulla scelta del rimedio più indicato per la risoluzione dei propri problemi». Evidenziando anche la ‘mission’ del farmacista, che non è fare business, come accade per internet o la pubblicità: «Il nostro unico obiettivo - continua la dottoressa – è quello di aumentare la credibilità della nostra figura professionale, fornendo cioè pareri e consigli con serietà e onestà». Sfatando anche, laddove necessario e con la corretta informazione, ingannevoli atteggiamenti di fiducia dell’utente verso un prodotto che può non garantire quanto promette.

O facendo luce sulla diversità dei vari prodotti naturali: «In quest’ambito – precisa ancora la farmacista - c’è molta confusione perché non si conosce la differenza fra un integratore alimentare fitoterapico che utilizza principi attivi estratti dalle piante, omeopatico che cura invece con dosi infinitesimali di quelle stesse sostanze che, nella persona sana e in dosi normali, scatenano la malattia, piuttosto che un integratore alimentare, ossia specifici preparati che contengono principi nutritivi che non vengono correttamente assunti o non in quantità sufficiente con la dieta». Ciascuno di essi dunque, anche in relazione alle diverse proprietà e modalità di azione, richiederà un uso mirato o il ricorso a delle precauzioni. Perché – ed ecco un altro falso mito da sfatare – anche i prodotti naturali possono avere effetti collaterali o ridurre l’efficacia di un farmaco in caso di politerapie che solo un esperto può sapere: «E’ il caso ad esempio del Ginko Biloba, uno fra i prodotti naturali più comunemente utilizzati  - precisa ancora la Moschitta – che va somministrato con attenzione se si stanno assumendo antiaggreganti piastrinici oppure del pompelmo che può ridurre l’efficacia di molti farmaci.  Ma va chiarito che anche un eccesso di fiducia verso il prodotto naturale, ovvero pensare che esso sia ‘la soluzione’ per tutte le malattie, può essere dannoso. Vi sono infatti casi in cui la loro azione da sola non basta e deve essere integrata e combinata a farmaci veri e propri o altri in cui può aiutare a blandire importanti effetti collaterali di terapie tradizionali».

Insomma non vi è una regola generali che indichi l’uso corretto dei prodotti naturali, in fase di acuzie o di cronicità, ribadendo ancora di più il ruolo fondamentale del farmacista. «In entrambe queste condizioni – continua la farmacista – i prodotti naturali possono essere indicati. In fase acuta la loro azione curativa è infatti molto rapida ed efficace: ad esempio la propoli si presta nel trattamento di una infezione del cavo orale, il sambuco per uno stato influenzale e la grindelia per la tosse, mentre in stati cronici, come la stipsi, può essere indicato il ricorso a fibre naturali». Con svariati vantaggi: alcuni trattamenti naturali, infatti, possono essere effettuati anche per lunghi periodi e a tutte le età, anche in bambini piccoli, e senza particolari controindicazioni. È il caso ad esempio di alcuni nuovi dispositivi medici naturali. Mentre in altri casi, anche i prodotti naturali, richiedono precauzione come per alcune terapie immunostimolanti che possono essere protratte nel tempo (anche fino a 6 mesi) ma con delle sospensioni di 10 giorni nell’arco del mese (ovvero la terapie deve essere portata avanti solo per 20 giorni) per limitare effetti a carico del fegato ma che solo il medico o il farmacista possono suggerire.

Sono le donne le più naturali: sono loro, grazie a una visone più a lungo termine della salute, a preferire queste terapie, rispetto all’uomo che invece cerca il rimedio che lo aiuti a stare meglio nel più breve tempo possibile. «In qualità di care-giver – aggiunge la Moschitta -  le donne acquistano i prodotti per se stesse e la famiglia intera, privilegiando quelli naturali soprattutto per la cura dei bambini, ovvero cercando per loro preparati che possano aiutarli a potenziare la loro salute nel tempo». Li scelgono per il trattamento delle infezioni delle vie respiratorie - la tosse o il mal di gola -, per problemi di tipo intestinale quali la stipsi e/o per contrastare alcuni disturbi di genere come quelli correlati alla menopausa, irritabilità, vampate, insonnia o in gravidanza contro la stipsi, le emorroidi o le nausee. Ma anche per stati psico-emotivi: «A volte capita che alcuni pazienti si presentino con la ricetta per un farmaco classico contro l’ansia o i disturbi del sonno – precisa ancora – e che mi chiedano per iniziare un sostituto naturale, oppure che dopo avere assunto a lungo un farmaco vogliano passare a un preparato più naturale che li aiuti a combattere gli effetti di dipendenza farmacologica o a ridurre quelli collaterali».

Ma i farmacisti non sono solo competenza, sono anche disponibilità: almeno per 8 ore al giorno, per tutta la durata di apertura della farmacia (il medico di norma lo è per 3-4 ore, limitatamente agli orari di ambulatorio e non per tutti i giorni), con possibilità di accesso  - anche se non in quella di propria fiducia -  alla loro consulenza professionale 24 ore su 24, perché una farmacia di turno la si trova sempre. E soprattutto offrono una maggiore possibilità che tra farmacista e paziente si instauri quel tanto ricercato rapporto di empatia. E, francamente, non pare poco.

 

Fonte Francesca Morellisu su Donnainsalute.it

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